Lazzaro Spallanzani

Gloria della scienza italiana e mondiale è stato il creatore della fisiologia e biologia sperimentale. Fu detto “Il Colombo del microcosmo dei viventi” e le sue scoperte divinatorie abbracciarono i campi più disparati dello scibile : dalle leggi fisiologiche della circolazione del sangue, della digestione e della respirazione e della riproduzione artificiale, agli studi mirabili sui molluschi e sugli infusori, alle osservazioni sulla vita delle piante ai fenomeni vulcanici. Per trent’anni l’università di Pavia che lo ebbe illustre professore, fu il tempio della sua gloria e la fama delle sue scoperte si sparse per l’Europa onorando l’Italia.

Nella casa di Scandiano, dove lo Spallanzani è nato, c’è un busto di lui e un’iscrizione breve e significativa: “Natus Scandiani, clarus ubique”.

La sua alta e pensosa figura effigiata nel marmo domina ora nella piazza principale del paese natale e vegli sugli scandianesi come un Nume indigete.

Lazzaro Spallanzani
Chi è questo illustre scandianese?

Nasce a Scandiano il 12 gennaio 1729 da Gian Nicola e Lucia Ziliani ; primogenito di una numerosa famiglia : due fratelli e sei sorelle. A otto anni veste l’abito clericale e a dodici è ammesso alla prima tonsura. Avviato agli studi letterari dal padre, giureconsulto, a quindici anni è mandato a Reggio a studiare Retorica e Filosofia presso il Collegio dei Gesuiti, usufruendo di un sussidio della Fondazione Vallisneri. Sollecitato dal padre, Lazzaro entra ventenne nell’Università di Bologna per intraprendere lo Studio del Diritto; coltiva le belle lettere e approfondisce la conoscenza del greco e del francese. Ma la sua innata inclinazione allo studio della natura e l’influenza esercitata su di lui dalla cugina Laura Bassi, di origine scandianese, e dal marito di lei Giuseppe Veratti, entrambi insegnanti a Bologna, l’una di Fisica sperimentale e l’altro di Fisica particolare e Anatomia, lo portano ad abbandonare gli studi legali e a dedicarsi a quelli naturalistici, vincendo la resistenza del padre, con
l’aiuto di Antonio Vallisneri jr. Rientrato a Reggio dopo la laurea, insegna Greco al convittori del Collegio-Seminario cittadino e Fisica e Matematica nell’Università reggiana dal 1757 al 1762. Presi gli ordini sacerdotali, si trasferisce a Modena dove ricopre la cattedra di Filosofia (Logica, Fisica e matematica) all’Università e di Greco e Matematica nel Collegio San Carlo. Nel 1769 gli viene offerta la cattedra di Storia Naturale e la Direzione del Museo all’Università di Pavia ; incarichi che tiene per trent’anni, fino alla morte, avvenuta l’11 febbraio 1799.

Mente acutissima, dotato di capacità di osservazione veramente mirabile, viaggiatore instancabile, conversatore brillante e scrittore finissimo, per la vastità e l’importanza degli argomenti trattati va considerato una delle personalità più ricche e più dotate nel campo della ricerca scientifica. Seguace rigoroso della fisica sperimentale, rimane celebre una sua frase : “Sperimentare comunque è mestiere di tutti, sperimentare a dovere è stato e sarà sempre mestiere di pochi”.

Fu in corrispondenza con i maggiori uomini di cultura e di scienza dell’Europa del Tempo: da Voltaire a Cesare Beccaria, da Charles Bonnet a Antoine-Laurent Lavoisier, per citarne solo alcuni.

Come insegnante ci ha lasciato un vero modello di didattica delle Scienze, la Piccola Memoria, scritta nel 1780 e relativa al piano delle lezioni da tenere nel corso biennale all’Università di Pavia.

I risultati delle sue ricerche sono racchiusi in circa 43 opere, delle quali la più brillante è il Saggio di osservazioni microscopiche concernenti il sistema della generazione de’ Signori di Needham e Button, del 1765 che lo impose all’attenzione del mondo scientifico europeo. Qui lo Spallanzani affronta e risolve il problema della generazione spontanea negli infusori, dimostrandone l’infondatezza per via sperimentale. Di notevole interesse sono le ricerche sulle principali funzioni vitali nel campo della fisiologia comparata : circolazione, generazione, digestione, respirazione.

Nell’ultimo periodo della sua vita si impose all’attenzione del mondo scientifico internazionale quale valente chimico con la pubblicazione del CHIMICO ESAME nel 1796.

Non si possono dimenticare i sei volumi del Viaggio alle Due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino, racconto di viaggio ma anche trattato di vulcanologia e di osservazioni geochimiche e geofisiche.

A Scandiano è nato, da alcuni anni, un Centro Studi intitolato all’illustre scienziato. Per approfondimenti Centro Studi Lazzaro Spallanzani

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